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LA
TENDA ROSSA
Il 24 maggio 1928 il dirigibile “ ITALIA “ in missione
scientifica sulla calotta polare con sedici persone a bordo, comunicò
in Italia di aver sorvolato alle ore 02:20 il Polo Nord nonostante una
violenta perturbazione e di aver lasciato cadere sul pack la bandiera
italiana e di rientrare alla base.
Purtroppo il ritorno si rivelò funesto e dopo aver percorso un
buon tratto il dirigibile incontrò una terribile tempesta vicino
all’isola di Foyn non lontano dalle isole Spitzbergen.
A causa di una avaria il dirigibile a poco a poco perse quota e incominciò
a scendere sulla banchina e di consequenza andò a schiantarsi
sul pack, a 100 km dalle isole Svalbard.
Dieci uomini caddero dalla navicella compreso il Generale Umberto Nobile
e Cecioni riportando numerose fratture agli arti mentre su ciò
che restava del dirigibile rimasero in balia della tempesta, Caratti,
Ciocca, Arduino, Pontremoli e Lago scomparendo nella nebbia e di loro
non si ebbero più notizie.
A questo punto i superstiti cominciarono a recuperare ciò che
si era riversato sul pack e tra le tante cose sotto la neve emerse la
tenda e la radio trasmittente la famosa “Ondina campale S n°3“
detta la “Biagina“.
Il marconista Giuseppe Biagi dopo avere installato un’antenna
di fortuna cominciò a lanciare il SOS ma riuscì solo a
ricevere segnali debolissimi. Ricordiamo che una resistenza della radio
danneggiata fu fatta funzionare ricavando della polvere prelevata dall’anima
di una matita e ciò permise a Biagi di poter trasmettere. Intanto
il 30 maggio dopo cinque giorni di trasmissioni senza aver ricevuto
nessuna risposta tre superstiti, Mariano, Zappi e Malmgren decisero
di lasciare la tenda e tentare di raggiungere la salvezza. La tenda
per meglio essere avvistata fu cosparsa d’anilina diventando rossa
e finalmente si ebbe un riparo contro le avversità del tempo.
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Biagi
continuava, senza sosta, ad inviare il SOS e fortuna si ebbe quando
un radioamatore russo di nome Schmidt riuscì a captare il segnale
SOS e a dare l’allarme. Ora si sapeva che i superstiti erano vivi
e l’unica cosa importante per ritrovarli su una calotta polare
era solo individuare la tenda rossa. Subito iniziarono i soccorsi e
le ricerche da parte di navi e idrovolanti di vari stati stranieri.
Il 12 luglio, finalmente, il rompighiaccio russo Krassin avvistò
e trasse in salvo Mariano e Zappi, Malmgren purtroppo morì durante
la traversata.
Alle ore 20.00 il Krassin avvistò anche la tenda rossa e cominciò
il recupero dei naufraghi. La tenda rossa e l’Ondina S n°3
dopo 28 giorni furono recuperate e sono oggi visibili, la tenda rossa
al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica e la radio Ondina S
n°3 al Museo della Marina Militare Italiana a La Spezia.
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